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COMPIERE 50 ANNI

Il 50esimo compleanno rappresenta un momento importante nella vita di ciascuno di noi, tanto che i più lo festeggiano con amici, brindisi e danze. 
Il 2020 è il 50esimo anno del Giardino Zoologico e magicamente rappresenta anche anno di cambiamento.

Gli ultimi 20 anni sono stati di trasformazione e hanno lasciato il vecchio zoo di Pistoia nei ricordi in bianco e nero dei tanti che lo hanno visto nascere e crescere dal 19 aprile 1970 fino a tutti gli anni ’90. Dal 2000 in poi nuovi obiettivi e contenuti hanno sotteso lo sviluppo di quello che oggi è un moderno giardino zoologico inserito nel contesto internazionale, impegnato nella tutela della biodiversità attraverso attività di educazione ambientale, allevamento di specie in via d’estinzione, coordinamento di attività di ricerca e conservazione degli habitat naturali. Se guardiamo dall’alto il territorio del Parco ci appare diviso in due parti: l’area storica, aperta al pubblico, e accanto una zona agricola: è qui che sta per sorgere il nuovo parco zoologico, un progetto con una superficie di 7 ettari (a raddoppiare l’attuale zoo) a cui abbiamo dedicato gli ultimi 10 anni, segnati da brain storming di progettazione e da iter burocratici (peraltro ancora non conclusi) per le necessarie autorizzazioni.

Il primo passo sarà la costruzione di un exhibit dedicato all’Africa con giraffe, zebre, struzzi e antilopi, un piccolo villaggio africano con scuola e stazione delle poste secondo le linee dell’esposizione immersiva che permette al visitatore non solo di incontrare gli animali ma di vivere una vera e propria esperienza tra i profumi, colori e forme dell’ambiente rappresentato.
Per chi ha raccolto l’eredità di Raffaello Galardini (fondatore del Giardino Zoologico) essere oggi a 50 anni da quel giorno d’inizio ha un forte significato simbolico: anche per noi oggi è un inizio poiché dobbiamo realizzare un parco altrettanto grande per continuare a sviluppare l’originario disegno di uno zoo che sia all’avanguardia nella gestione e protezione della fauna selvatica. Ingredienti delle nostre giornate
sono progetti, scelte, decisioni e per strumenti abbiamo linee guida internazionali per la costruzione degli exhibit, indicazioni dei coordinatori europei sulla scelta delle specie, uno staff di professionisti del settore come supporto.
A leggerla così sembra un’avventura più semplice rispetto agli anni ’70; oggi abbiamo molta più conoscenza della gestione degli animali selvatici e maggiore consapevolezza dell’importante ruolo nella conservazione dei giardini zoologici ma rispetto alle sfide che ha dovuto compiere chi ha intrapreso il progetto 50 anni fa adesso l’intrapresa ha regole differenti, molto più complesse e chiuse dentro un sistema sia economico che amministrativo che lascia poco spazio ai sognatori.
Invece è proprio di sognatori che abbiamo bisogno per immaginare un giardino zoologico all’altezza della responsabilità che istituzioni come questa hanno sempre di più nella tutela della biodiversità.

Bisogna essere folli e visionari per pensare di realizzare un parco con un’investimento di milioni di euro che arriveranno solo dai nostri visitatori la cui presenza è un costante supporto influenzato però dai cambiamenti climatici che fanno piovere tanto a primavera e restituiscono un caldo soffocante in estate.

Folli e sognatori per immaginare il grezzo territorio dell’area nuova come luogo di allevamento della rara Okapi o dei meravigliosi Oranghi, specie che necessitano di tutto l’aiuto possibile per arrivare all “stazione futuro”.

A noi piace sognare e mentre ci prepariamo a festeggiare il 19 aprile il 50esimo anniversario del Giardino Zoologico lavoriamo tutti insieme perché i nostri sogni si trasformino in fabbrica di emozioni per tutti coloro che verranno a trovarci. Solo così potremo davvero realizzare l’obiettivo declinato nella missione che ci siamo dati: “rappresentare un centro per accrescere nel pubblico la conoscenza della biodiversità e il suo valore per la vita umana”.

 

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