SANCCOB3

Enea e i Pinguini

Lui è Enea, uno degli studenti che passano intere giornate di osservazione per documentare il comportamento degli animali e trarre dati a sostegno delle loro tesi di laurea. Enea ha studiato i Pinguini africani del Parco, si è laureato e poi ha avuto la possibilità (grazie in parte al sostegno del GZP) di partire per il Sud Africa e portare la sua opera di volontario alla SANCCOB, l’Associazione che in Sud Africa è impegnata per la tutela dei Pinguini africani.

Ecco la sua storia, raccontata con passione! Lo ringraziamo da questa pagina per il contributo alla ricerca, per l’impegno dei mesi scorsi a favore dei pinguini e per questo bel racconto che condividiamo!

“Chi, come me, ha studiato i pinguini africani, non può non essere a conoscenza del loro critico stato di conservazione e di quello che il Giardino Zoologico di Pistoia sta facendo, assieme a molti altri zoo e organizzazioni per la conservazione della natura. Una di queste organizzazioni è la SANCCOB (South African Foundation for the Conservation of Coastal Birds), in prima linea nel soccorso e nella protezione degli uccelli marini – primi fra tutti i pinguini africani – che vivono nelle coste del Sudafrica, della Namibia e sulle isole al largo. La SANCCOB rappresenta quindi, per chi ha a cuore il destino di questa sfortunata specie, una sorta di “Mecca” tra le possibili esperienze per essere coinvolti in prima persona nella conservazione dei nostri pinguini.

In pochi giorni, grazie alla disponibilità della stessa SANCCOB (che durante tutto l’anno necessita di volontari per portare avanti il loro compito) e alla fiducia dimostrata dallo zoo di Pistoia, che mi ha supportato in questa eccezionale esperienza, ho organizzato il mio viaggio.

Il Sudafrica, nello specifico Città del Capo, è una nazione dalle mille sfaccettature, affascinante e piena di contraddizioni, dovute ad una travagliata storia recente, ma la missione di proteggere e garantire la sopravvivenza dei pinguini si concretizza in un sentimento comune a tutti, che non trova ostacoli nelle differenze tra le numerose origini del variopinto popolo sudafricano, come ho constatato nel conoscere numerose persone, coinvolte nel progetto e non solo.

Qui ho offerto il mio aiuto nell’assistenza a varie specie di uccelli marini tipici della costa sudafricana: oltre ai pinguini, i Kelp gull– gabbiani noti in Italia col nome di zafferani meridionali –, i piccoli gabbiani di Hartlaub, i cormorani del Capo, le belle ma difficili da gestire sule. Purtroppo (o per fortuna!) non è stato possibile avere a che fare con i pellicani, anch’essi non insoliti ospiti della SANCCOB.

Lavorare con questa organizzazione è stato impegnativo ma enormemente appagante, in lunghe giornate che iniziavano alle otto (solo per noi volontari: lo staff principale era già all’opera al nostro arrivo) per concludersi alle cinque e mezzo, anche se l’orario di fine lavoro era solo indicativo, poiché i compiti erano molti e non di rado dovevamo trattenerci anche oltre.

Lo staff educativo della SANCCOB mi ha anche permesso di organizzare una Skype-lesson con la classe di una scuola media di Prato che prende parte ai progetti proposti dallo zoo di Pistoia, nella quale è stato spiegato agli alunni come agisce questa organizzazione, i suoi obiettivi e la sua storia.

È stato gratificante vedere inoltre come stessero proseguendo i lavori del nuovo ospedale, ai quali sta partecipando con i suoi finanziamenti anche lo zoo di Pistoia, dandomi il senso di una presa di coscienza nella conservazione della natura che, come dovrebbe essere, non ha confini, così come non li hanno i fattori che mettono a repentaglio la sopravvivenza di moltissime specie animali.

Le sei settimane di volontariato sono trascorse rapidamente, e non nascondo di aver provato rimpianto e nostalgia al loro termine, ma con un bagaglio di fiducia enormemente maggiore per tutto ciò che la SANCCOB sta portando avanti per salvare il pinguino africano, non sola, ma anche con il sostegno del Giardino Zoologico di Pistoia.” #storiedelgzp

Enea Rabazzi

  • I pinguini africani a Betty's Bay

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