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IL GIARDINO DELLE FARFALLE

Il Giardino Zoologico di Pistoia inaugura la primavera con i fiori dedicando ad un giardino per farfalle l’area circostante la storica fontana dei delfini.

Esili creature amate da grandi e piccoli per i loro affascinanti colori subiscono, come tutti gli altri insetti impollinatori, un declino determinato dall’uso indiscriminato dei pesticidi, dai cambiamenti climatici, dalla distruzione degli habitat naturali, dall’arrivo di specie esotiche (come il calabrone asiatico) e dalle malattie. I ricercatori urlano da tempo l’ultima chiamata: circa un terzo di api e farfalle in Europa è in declino, il 10% rischia l’estinzione.

Ma come mai gli insetti impollinatori sono così importanti? Api, farfalle, falene e coleotteri quando si alimentano sui fiori spostano il polline da un fiore all’altro permettendo lo sviluppo del seme e quindi del frutto. Quattro piante su cinque con fiori hanno bisogno degli insetti impollinatori per sopravvivere. Non dovete pensare solo ai fiori selvatici dei campi, ma anche alle piante da cui ricaviamo gli alimenti, le fibre, le medicine, i foraggi per le mucche e le pecore e il legname da costruzione. 

Senza api e farfalle rischiamo di non mangiare più mele, pere, agrumi e pomodori o di non poterci vestire con il cotone e il lino. Per dirla in numeri l’84% delle coltivazioni europee dipendono dall’impollinazione degli insetti per un valore di circa €15 miliardi all’anno.

Una delle tante azioni possibili per salvare gli insetti impollinatori è raccontare la loro storia ed è per questo che il Giardino Zoologico ha deciso di aprire un exhibit dedicato alle farfalle: piante fiorite per ogni stagione attireranno api, farfalle e i meno appariscenti scarafaggi e falene.

I visitatori del Parco potranno camminare tra colori e profumi e leggere le storie dell’antico legame che unisce ciascun fiore ai propri insetti impollinatori, un legame scandito dalle forme e dalle dimensioni e fondato sul reciproco inconsapevole aiuto.

Visitando il giardino delle farfalle sarà possibile acquisire informazioni per diventare protagonisti di un processo che vuole scrivere il lieto fine alla storia che avete appena letto: ognuno di noi può abbellire i balconi o il giardino della propria casa con fiori che nutrono farfalle e api e costruire per loro un “bug hotel”, una casetta speciale dove i piccoli insetti possono trovare riparo. Durante la primavera organizzeremo eventi dedicati agli impollinatori e grandi e piccoli potranno partecipare ai laboratori per costruire il proprio “bug hotel” e portarselo a casa.

“Il magico mondo degli smidollati” è invece l’attività dedicata alle scuole per far conoscere agli alunni l’importanza degli insetti: i piccoli entomologi costruiranno gli “aspira insetti” per studiare gli animali a 6 zampe (con l’obbligo di rilasciarli subito dopo) e porteranno a casa le “bombe di semi”: palline di terra mescolata con i semi di piante fiorite da lanciare in un giardino per dare vita ad un mini “ristorante” per gli impollinatori.

L’attività di divulgazione è molto importante, così pure le buone pratiche che ciascun cittadino può fare per mitigare la scomparsa delle api ma le decisioni più importanti dovranno essere prese in sede di Parlamento Europeo con norme che intensifichino le azioni a favore dei preziosi insetti: riqualificazione degli ambienti naturali, controllo dei pesticidi, monitoraggio delle specie a maggiore rischio.

Un’agricoltura sostenibile è possibile ma necessita di sostegno economico e tecnico, come dimostrano alcune esperienze già in atto.

E’ necessario tenere a monito ciò che sta accadendo in Cina dove lo scenario è catastrofico poiché la rapida scomparsa degli impollinatori costringe gli agricoltori a tecniche di impollinazione manuale con costi altissimi e perdita di qualità dei prodotti finali. Qualcuno pensa di poter sostituire le farfalle e le api con i micro-droni ma la tecnologia non potrà mai riprodurre i colori degli insetti alati né donarci i sapori del miele e soprattutto l’uomo potrà sempre e solo fare una sbiadita replica della natura, ma mai sostituire l’opera originale. Non è forse il caso di spendere le nostre risorse per proteggere la meraviglia che ci circonda?

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