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LE STORIE D’AMORE DEL GZP: CHI SONO I “CUPIDO”?

Tra i primi obiettivi dei giardini zoologici c’è il mantenimento delle specie in via d’estinzione e questo è possibile solo grazie al lavoro coordinato delle Istituzioni che afferiscono all’EAZA, l’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (European Association Zoos and Aquaria). Per ogni specie esiste un coordinatore, responsabile dell’andamento del programma di riproduzione, una sorta di “cupido” che ha il compito di formare coppie di soggetti non imparentati tra loro per permettere la riproduzione ed ottenere una popolazione sana fuori dagli habitat naturali distrutti dalle azioni umane. La riproduzione viene permessa solo quando è stato individuato uno spazio in un altro giardino zoologico che ospiterà i nuovi nati al momento del naturale distacco dai genitori.

Le caratteristiche biologiche di ogni specie danno il ritmo al lavoro dei coordinatori: ci sono specie estremamente solitarie che accettano di vivere in coppia solo qualche giorno all’anno, come gli Ippopotami pigmei e altre che già ad un anno dalla nascita devono lasciare i genitori perché ormai maturi per formare nuove famiglie come nel caso dei Panda minori. Sicuramente l’impegno dei coordinatori EEPs, questa la sigla che identifica i programmi europei per la riproduzione delle specie in via d’estinzione, (European Endangered Species Programme) è a 360° poiché molte sono le variabili da tenere in considerazione per ottenere il successo dei programmi: la genetica dei singoli individui, la collaborazione dei giardini zoologici partecipanti e, molto importante, la reciproca empatia degli animali coinvolti. Il carattere del singolo individuo, la sua storia e le mille ragioni che permettono anche a noi umani di andare più o meno d’accordo con alcune persone e non con altre, rendono il “gioco delle coppie” una vera e propria sfida.

Al Giardino Zoologico di Pistoia l’ultimo anno è stato davvero intenso: è iniziato con l’arrivo di Rusty, il maschio di Panda minore che ha avuto sin da subito il compito di conquistare Pam, regina indiscussa dell’area a loro dedicata caratterizzata da una grande quercia su cui lei ha deciso da tempo di stabilire la sua dimora principale. All’inizio per Rusty non è stato facile: relegato nella parte opposta dell’exhibit si doveva accontentare di mandare segnali di pace dalla cima della magnolia, l’albero a lui concesso dalla superba Pam. Negli ultimi 2 mesi però qualcosa è cambiato perché Pam ha accettato che Rutsy salisse sulla “sua” quercia e recentemente sono stati visti dormire su rami vicini. Un amore a prima vista invece è stato quello scoccato tra Arturo e Margherita, le lontre asiatiche. Entrambi provenienti da due zoo italiani (Zoom Torino e Parco faunistico Cappeller) hanno immediatamente socializzato ed è frequente vederle giocare in acqua o dormire una accanto all’altra nella tana. Quelle asiatiche sono le lontre più piccole al mondo e sono minacciate dall’inquinamento dei fiumi e dal degrado delle aree umide: ogni nascita è salutata con grande festa. Chissà se anche a Pistoia potremo attaccare presto fiocchi rosa o azzurri…

Molto più difficile è la vita in casa Binturong: Mindy, la femmina proveniente dallo zoo di Olomuc (Repubblica Ceca)  ha un carattere troppo deciso per Mork, il giovane maschio nato a Berlino. Anche nella foresta asiatica comanda la femmina: amante della solitudine accetta la compagnia del maschio solo per la riproduzione. Si tratta ancora di una specie a rischio d’estinzione e il coordinatore ha il delicato compito di decidere se aspettare che le acque si calmino e che Mindy con il tempo sia più accogliente, oppure trasferirla per fare coppia con un maschio che magari le vada più a genio ed assegnare a Mork una compagna più socievole. I prossimi mesi saranno decisivi, vi terremo aggiornati…

Se volete assistere ad una vera e propria “soap opera” vi dovete soffermare alla spiaggia di Betty’s Bay del GZP. Qui vive la colonia dei Pinguini africani e i loro canti d’amore si sentono anche da lontano: assomigliano a veri e propri ragli, da cui il nome inglese di Jackass penguin, ovvero pinguino asino. Usano queste vocalizzazioni per conquistare il partner o anche per consolidare il legame che non è, come si è pensato per molto tempo, unico e indissolubile. Proprio la ricerca condotta nei giardini zoologici e gli studi paralleli in natura hanno messo in evidenza che i Pinguini africani hanno una vita di coppia movimentata: c’è chi si lascia per poi ritrovarsi qualche mese dopo, chi si separa definitivamente e trova un altro partner, chi tradisce e chi si innamora perdutamente di un pinguino dello stesso sesso, come è accaduto a Justin e Athos. La colonia pistoiese ha una lunga storia coronata di successi: sono nati 12  pulcini negli ultimi 9 anni, un importante contributo alla salvaguardia di questa specie. La prossima volta che verrete al GZP potrete leggere le storie d’amore dei pinguini sui cartelli che portano i loro nomi e che vi permetteranno di individuarli grazie al colore delle fascette che portano sulle ali. Maschi e femmine hanno piumaggio dello stesso colore e non è possibile distinguerli; per questo motivo ogni pinguino ha una fascetta colorata sull’ala. Ne scoprirete delle belle…buona lettura!

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