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Lo Zoo si espande.

Come molti di voi già sanno il Giardino Zoologico è “diventato grande” con l’acquisizione di 7 ettari che raddoppiano l’attuale estensione. Il progetto è iniziato qualche anno fa con l’acquisto del terreno limitrofo, la sua conversione a giardino zoologico nel piano urbanistico della città e nella progettazione di un masterplan che traccia il futuro per gran parte dell’area.

Come si progetta un nuovo zoo?

Per prima cosa è necessario partire da una storia e la nostra vuole mettere l’accento sul rapporto tra uomo e natura, rapporto spesso conflittuale, a volte di tolleranza reciproca, sempre meno di appartenenza. Eppure ciascuno di noi appartiene alla biodiversità del nostro Pianeta, ne fa parte in ogni azione, emozione e interazione. Non dobbiamo pensare all’uomo e la natura, ma all’uomo con la natura. Lo story telling tocca rapporti violenti come il bracconaggio o la deforestazione, ma anche, e sempre di più, ruota intorno alla meraviglia e al fascino che la natura può avere su ognuno di noi.

Ecco nel tempo sorgere l’accampamento del bracconiere e quello del ricercatore che studia i lupi, l’incontro con i falchi e l’incanto della passeggiata nella walk-in dei lemuri dalla coda ad anelli.

L’espansione dello zoo andrà in questa direzione: nuove pagine per rendere protagonisti i visitatori della storia più bella che sia stata mai scritta, fatta di colori e forme che mai da soli potremmo immaginare o progettare e che passano dal disegno della venatura di una foglia alle sfumature policrome del piumaggio di un pappagallo, dalla forza sprigionata dal ruggito di un leone, all’eleganza dell’andatura di una giraffa.

A che punto siamo? Possiamo dire al capitolo iniziale, quello che da la struttura al tutto: la gestione del bosco e la recinzione…prepariamo lo sfondo dei nuovi scenari.

La gestione del bosco si è resa necessaria perché la vecchia pineta, impiantata nel dopoguerra come fonte di reddito per legname, non si sosteneva più e soffocava la naturale inclinazione a bosco di querce e corbezzoli. L’operazione di riqualificazione dell’area è stata condotta lo scorso anno dall’Ecoistituto delle Cerbaie che si prenderà anche cura del nascente bosco per un avviamento ad alto fusto. I lavori hanno messo in luce ben due zone umide che ospiteranno già dalla prossima primavera rane e tritoni. La zona è stata preparata per la fruizione ora limitata solo alle scuole, in futuro a tutti i visitatori.

La zona pianeggiante sarà trasformata nella savana per ospitare in un unico ambiente giraffe, zebre e struzzi.

La recinzione è tra le grandi opere dell’anno in corso: opere impegnative per mezzi e risorse che il pubblico non percepisce ma che permettono al Parco di crescere. Come potete partecipare a questa grande rivoluzione? Venendo a trovarci e sostenendo così i nostri progetti e la nostra mission: “rappresentare un centro per accrescere nel pubblico la conoscenza della biodiversità e il suo valore per la vita umana”

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