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Avvoltoio Grifone

Il Progetto Grifone nella Riserva Naturale del Lago del Cornino è stato avviato a partire dagli anni ’80 del secolo scorso dall’ornitologo Fabio Perco grazie ai finanziamenti della regione Friuli Venezia Giulia e alla collaborazione del Comune di Forgaria sul Friuli ed è ora gestito e seguito dal noto esperto di avvoltoi Fulvio Genero (membro della prestigiosa Vulture Conservation Foundation), su incarico del comune di Forgaria. La conservazione delle quattro specie di avvoltoi storicamente presenti in Italia e in Europa (Avvoltoio monaco, Grifone, Capovaccaio e Gipeto) è strettamente correlata da un lato alle possibilità di instaurare adeguati punti di alimentazione per questi grandi necrofagi e dall’altro alla possibilità di potenziare i progetti di riproduzione in cattività.

L’allevamento degli avvoltoi nelle voliere delle numerose organizzazioni europee che collaborano, quali i giardini zoologici aderenti all’EAZA (European Association of Zoos and Acquaria), ha consentito il ritorno in vari siti del Gipeto, dell’Avvoltoio monaco e del Grifone, mentre sono ancora in atto grandi sforzi per migliorare anche la situazione del Capovaccaio, ridotto in Italia a pochissime coppie nidificanti.

Nei mesi estivi il sito di Forgaria ospita oltre 200 esemplari di Grifone in volo e una popolazione di circa 30 coppie di recente insediamento che è in grado di riprodursi con crescente regolarità. Numeri questi che danno la misura del grande successo, sia nel settore della conservazione sia in quello della divulgazione e didattica (per non dire del turismo naturalistico in generale) che l’iniziativa Progetto Grifone ha prodotto.

La scorsa estate abbiamo sostenuto, insieme ad altri zoo italiani, l‘installazione di due telecamere ad alta definizione fornite dalla ditta Syntec di Verona che consentiranno agli esperti e ai tecnici di sorvegliare il punto di alimentazione dei grifoni e di aumentare la conoscenza circa gli spostamenti degli avvoltoi che gravitano intorno all’area. Le apparecchiature sono attive giorno e notte per la registrazione d’immagini che saranno mantenute in memoria per 50 giorni.

Il Grifone (Gyps fulvus) è un avvoltoio di grandi dimensioni con un’apertura alare di quasi tre metri e un peso di 7-12 kg. Requisiti ecologici fondamentali per il grifone sono la presenza di vaste superfici aperte per la ricerca del cibo, forme di allevamento tradizionali che consentano una certa potenzialità trofica e la disponibilità di pareti rocciose in aspre zone montane per la nidificazione.

Specie gregaria con un accentuato comportamento sociale, il Grifone vive in colonie anche di grosse dimensioni. Per la ricerca del cibo, utilizza un sistema basato sulla collaborazione tra diversi individui: ogni Grifone esplora porzioni di territorio volando in genere a notevole altezza e mantenendosi in contatto visivo con altri esemplari che si muovono allo stesso modo; nel momento in cui vengono individuate carcasse di animali, i Grifoni, iniziano a scendere in strette spirali, movimenti riconosciuti dagli altri avvoltoi che accorrono anche da grandi distanze.

Il pasto è preceduto da vigorose dispute in cui gli uccelli assumono caratteristiche posture che manifestano la loro eccitazione e hanno lo scopo di stabilire quali saranno i primi ad alimentarsi.

Le peculiarità alimentari conferiscono al Grifone un ruolo ecologico particolarmente importante: quello di “spazzino” in grado di eliminare rapidamente le carogne e ridurre in tal modo la possibilità di diffusione di certe malattie infettive.

La Riserva Naturale del Lago di Cornino ha una superficie di 500 ha ed è inclusa nei territori dei comuni di Forgaria nel Friuli e di Trasaghis. L’area è caratterizzata da un’elevata diversità ambientale e da rilevanti valori naturalistici. In una vasta depressione si è formato il Lago di Cornino, caratterizzato da una particolare trasparenza delle acque di un bellissimo colore verde-azzurro.

Il Centro Visite costituisce il punto di riferimento principale della Riserva. La gran parte delle iniziative si collega al Progetto Grifone che rappresenta uno dei fattori di maggior interesse dell’area protetta.

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