Caissara (2)

Caissara

Per molti anni abbiamo sostenuto il progetto SAVE THE CAISSARA, portato avanti dal Parco Zoo Punta Verde. Oggi il progetto è concluso con successo.

Il Caissara è un Leontopiteco classificato da Maria Lucia Lorini e Vanessa Guerra Persson solo nel 1990 e incluso sin dall’inizio tra le specie a rischio d’estinzione. Il nome Leontopithecus caissara proviene dal nome “caiçara” che è la popolazione di pescatori dell’Isola di Superagüi, primo luogo dove è stata avvistata questa scimmia. Si stima che siano presenti dai 300 ai 400 individui in un’area molto ristretta della foresta pluviale atlantica del Brasile e precisamente nell’Isola di Superagüi e nella regione di Ariri nello Stato di San Paolo.

Questo piccolo animaletto pesa circa 600 g ed è lungo cm 30 più la coda, è prevalentemente diurno ed arboricolo e predilige la foresta primaria costiera, chiamata anche “restinga”, ricca di bromeliacee epifite e mangrovie. La sua alimentazione comprende frutta, insetti, nettare ed essudati delle piante come ad esempio la gomma arabica. Generalmente i parti sono gemellari dopo una gestazione che va dai 125 ai 137 giorni. Di questa specie si avevano davvero poche notizie poiché rara e difficile da studiare finché l’ IPÊ (Instituto de Pesquisas Ecologicas) ha iniziato, nel 1995, a monitorare il Leontopiteco caissara  attraverso un programma che ha previsto:

la valutazione dello stato di salute della popolazione

la localizzazione di alcuni gruppi attraverso il radio collare per poter monitorare lo spazio-vitale (home range)

lo studio di aree sulla terraferma per future traslocazioni

lo studio dal punto di vista soci-economico della popolazione umana che abita le aree di distribuzione del Caissara, per creare uno sviluppo sostenibile di essa attraverso lo sfruttamento delle risorse come l’artigianato o la pesca, distogliendola così da attività illegali come il bracconaggio o lo sfruttamento della palma per il palmito (cuore di palma per uso alimentare), attività che danneggia pesantemente la foresta.

Grazie a queste azioni oggi esiste una produzione di artigianato locale che sostiene la popolazione.

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