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Un oceano di plastica

E’ iniziato a novembre il progetto che ha coinvolto ben 34 classi delle scuole del nostro territorio e le rispettive insegnanti, insieme per scoprire come sia possibile difendere gli oceani innanzitutto stando attenti a cosa acquistiamo e a come laviamo i vestiti in lavatrice. Ebbene sì! Tra gli inquinanti più subdoli e pericolosi ci sono infatti le microplastiche, frammenti di plastica sferici e fibre così piccole (inferiori a 5 mm) che sfuggono ai filtri dei depuratori e che, con le acque reflue dalle nostre case, finiscono nei fiumi e in mare. Le microplastiche sono contenute in creme scrub per il viso e il corpo, o in alcuni detersivi o ancora in alcuni dentifrici. Reclamizzate come microcristalli e microsfere che con la loro azione meccanica donano denti bianchi e vestiti smacchiati, sono in realtà un vero e proprio disastro non solo per la salute del mare, ma anche quella umana.

I pesci scambiano le piccole particelle di plastica per plancton e le ingoiano.  In questo modo le microplastiche tornano nelle nostre case…stavolta direttamente nei nostri piatti!

Cosa fare? Evitare i prodotti con le microsfere non è semplice poiché le etichette non sono chiare e non tutti i granuli che appaiono sono di plastica…in qualche caso infatti gli scrub sono fatti con granuli di innocua cellulosa.Un punto di riferimento lo offre Greenpeace che ha stilato una lista delle aziende più virtuose, mettendo in evidenza non solo quelle che hanno già iniziato ad eliminare le microplastiche dai loro prodotti, ma anche quelle che hanno dichiarato l’intento di farlo.

Un’altra fonte di microplastiche è la nostra lavatrice che ad ogni lavaggio di tessuti sintetici rilascia migliaia di microfibre. Per contrastare la dispersione è molto importante seguire alcuni accorgimenti:

  • LAVARE A BASSE TEMPERATURE
  • USARE L’AMMORBIDENTE (riduce l’azione di sfilacciatura dei tessuti)
  • CARICARE COMPLETAMENTE LA LAVATRICE
  • USARE DETERSIVI LIQUIDI E POSSIBILMENTE A BASSO IMPATTO AMBIENTALE

Ognuno di voi può contribuire a difendere gli oceani dalle microplastiche. Il danno fatto finora è incalcolabile ma già da domani ognuno potrà contribuire a cambiare la rotta.

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